Ritigala: trekking tra le rovine del monastero nella giungla – Sri Lanka ultima tappa
Dopo aver fatto un po’ di mare a Nilaveli e Uppaveli, lungo la strada per Colombo (e l’inevitabile rientro a casa), abbiamo fatto l’ultima sosta a Ritigala per spezzare il viaggio di rientro.
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Come arrivare e dove dormire a Ritigala

Per arrivare da Uppaveli a Ritigala abbiamo preso accordi con un driver che per 12000Rp in circa 3 ore ci ha portato a destinazione.
La nostra homestay era in un piccolo villaggio fatto di poche strade sterrate con casette sparse in mezzo alla vegetazione, abbiamo noleggiato delle bici per fare qualche giro (2750 Rp per 3 bici) e ci hanno sconsigliato di allontanarci troppo per il rischio elefanti, il che mostra quanto fossimo in mezzo alla natura selvaggia.
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Visita alle rovine del Monastero buddHista di Ritigala


Abbiamo scelto di fare sosta a Ritigala in quanto tutta l’area della montagna è un parco naturale ed ospita, oltre a una fauna variegata (elefanti, scimmie, giaguari, orsi per dirne alcuni), le rovine dell’antico Monastero buddhista di Ritigala, meta ancora lontana dal turismo di massa.
Abbiamo prenotato la visita al sito archeologico con Ruwan che, oltre ad essere il padrone della casa dove eravamo alloggiati, è una guida accreditata ad entrare nel sito.
Un trekking nel cuore della giungla



Le rovine si sviluppano in una vasta area (120 ettari) sul lato del monte stesso e sono i resti di un antico tempio buddhista risalente al primo secolo a.C..
Il bello di questo sito è che essendo così ampio ed ormai immerso nella vegetazione offre la possibilità di fare un trekking nel cuore della giungla. Per spostarti da una struttura all’altra e visitare l’intero sito (alcune aree sono ancora chiuse al pubblico), infatti ci vogliono almeno 2 ore.
Frequentato da pochi turisti e da persone locali che si fermano a pregare immersi nella spiritualità del luogo, merita una sosta.
orari e costi
dalle 08:00 alle 17:00-18:00
ingresso circa 3-5$ a persona
Concludere il viaggio: da Ritigala a Colombo
Tornati alla guesthouse abbiamo passato una piacevole serata assaporando i vari piatti preparati dalla moglie di Ruwan che con la sua famiglia ci hanno accolti.
Ci siamo accordati con lui per trovare un driver (25500 Rp) che ci avrebbe riportato a Colombo (purtroppo i treni erano pieni, altrimenti avremmo optato per questa alternativa) ed abbiamo trascorso l’ultima notte con la corrente elettrica che andava e veniva a causa di un forte temporale, ma anche questo è viaggio.
Cosa vedere a Colombo in poche ore
Altre 4 ore di macchina (più ci si avvicina alla capitale, più il traffico è intenso) ed abbiamo passato l’ultima notte a Colombo, nella zona del Fort.
Avendo poco tempo abbiamo solo fatto una passeggiata nella zona del mercato, come sempre affollatissimo e chiassoso, diviso in strade tematiche (tessuti, elettronica, etc) ma dove è possibile trovare qualsiasi cosa.
Dopo aver mangiato in una sorta di self service locale (Pillawoos Hotel) mangiando bene e spendendo quasi nulla ci siamo rilassati con la vista della lotus tower che si illumina al buio dalla terrazza del nostro hotel per poi il mattino dopo salutare questa splendida terra.
Conclusioni: il nostro viaggio in famiglia in Sri Lanka
L’idea di organizzare questo viaggio in Sri Lanka in famiglia è nata quasi per caso ma ci ha regalato tante esperienze e bellissimi ricordi.
È stato un viaggio variegato che ci ha permesso di assaporare i diversi aspetti di quest’isola.
Le città coloniali come Galle, la natura incontaminata tra il safari a Uda Walawe, i siti archeologici spettacolari nel triangolo culturale come Dambulla (rimasta nel nostro cuore) e la spettacolare Lions Rock proseguendo con luoghi affascinanti come Ella e le varie spiagge e i villaggi che abbiamo visitato.
Un viaggio che non dimenticheremo facilmente.









ANTONELLA
Molto interessante questo trekking nella giungla alla scoperta delle rovine di un antico monastero. Sentirsi un pò esploratori e un pò Indiana Jones deve essere divertente anche se io ti confesso che la cosa degli elefanti l’avrei presa sul serio… adoro questi animali ma mi rendo conto che incontrarne uno mentre faccio un giro in bici mi farebbe morire dalla paura prima che schiacciata dalle sue zampe